NOTIZIA ANSA - FRANCIA: TRANSESSUALISMO NON E' PIU' MALATTIA PSICHIATRICA

A seguito della notizia data dall'ANSA, pubblichiamo il comunicato stampa di un gruppo attivista T* francese.
NOTIZIA ANSA:
FRANCIA: TRANSESSUALISMO NON E' PIU' MALATTIA PSICHIATRICA
   (ANSA) - PARIGI, 12 FEB - La Francia e' il primo Paese al
mondo a togliere il transessualismo dalla lista delle malattie
psichiatriche, con un decreto pubblicato oggi in Gazzetta
ufficiale.
   Il provvedimento, emesso dal ministero della Sanita',
cancella dalla lista delle ''patologie psichiatriche di lunga
durata'' contenuta in un articolo del Codice della sicurezza
sociale i ''turbamenti precoci dell'identita' di genere''. Una
decisione che il ministro Roselyne Bachelot aveva preannunciato
nel maggio scorso, alla vigilia del Gay pride. (ANSA)
 
COMUNICATO STAMPA:

Comunicato stampa di Support Transgenre Strasbourg
COMUNICATO STAMPA - “Depsichiatrizzazione” la grande menzogna – quando lo Stato francese si prende gioco dei trans.
(questo testo puo' essere diffuso liberamente)
 
Il Ministero della Sanita' di Roselyne Bachelot ha appena messo in pratica, il 10/2/2010 [1] cio' che aveva annunciato in pompa magna nel maggio 2009 [2]: eliminare cio' che chiama il “transessualismo” (e che noi chiamiamo la transidentita') dalla lista delle “patologie psichiatriche di lunga durata”, o ALD, secondo la definizione del Codice di Sicurezza Sociale. Vale a dire dalla lista delle “patologie” le cui cure sono di fatto prese in carico e rimborsate al 100% dalle assicurazioni di malattia, lista che riguarda notoriamente le malattie mentali, che comprendeva notoriamente anche il “transessualismo”.
Come a maggio 09, il Ministero diffonde questa informazione con una campagna mediatica tonante e isterica, sotto elezioni, salutata da istituzioni e persone che parlano al posto delle persone transidentitarie, come se fosse una novita' rivoluzionaria e come se lo Stato francese fosse un campione internazionale di progresso dei diritti delle persone trans.
Oppure, come gia' avevamo previsto dopo l'annuncio del maggio 2009, non e' proprio nulla: no, lo Stato francese non “depsichiatrizza” la transidentita' – la de-rimborsa!
 
Di fatto priva, con un tratto di penna, un gran numero di persone transidentitarie di qualsiasi forma di rimborso per le cure, senza fornir loro alcuna alternativa, ad es. Sotto forma di un ALD “indefinita”, come fu ufficiosamente promesso nel 2009. E tutto questo senza cambiare alcunche' rispetto alle condizioni invivibili che vengono imposte ai trans da decenni.
 
Si tratta dunque di una vera e propria menzogna quella annunciata dai media, che “la Francia e' il primo Stato del mondo a depsichiatrizzare il transessualismo”.
La vera informazione del giorno e' che la Francia e' appena diventata uno Stato ancora piu' transfobico di prima: un ennesimo Stato che spinge le persone transidentitarie ogni giorno sempre piu' profondamente nella miseria senza far nulla per i diritti umani, civili e sociali, ne' contro le discriminazioni che queste subiscono, notoriamente da parte dello stesso Stato francese.
 
Il Ministero della Sanita' e i suoi servizi, in particolare l'Alta Autorita' della Salute, nel suo rapporto estremamente retrogrado e transfobico dell'aprile 2009 [3], continua a parlare di “disturbo di identita' di genere” ed ad esatare la supervisione medica, e incluso psichiatrica, delle persone transidentitarie.
Si parla anche di introdurre un “elenco nazionale dei transessuali”: sinistri ricordi...
 
Ma torniamo un attimo agli annunci rimbombanti del Ministero della Sanita', e supponiamo che lo Stato francese abbia realmente depsichiatrizzato la transidentita': potrebbe, come logica conseguenza, abolire istantaneamente ogni discriminazione che ci viene imposta a causa della classificazione della transidentita' come malattia mentale... Attenti! Prendiamo tutto questo alla lettera.
 
Esigiamo di conseguenza che lo Stato francese prenda immediatamente le seguenti misure:
 
- La fine di qualsiasi patologizzazione della transidentita', a qualsiasi titolo e di qualsiasi forma si tratti: e' la transfobia ad essere una patologia, non la transidentita'.
 
- L'accesso libero e senza condizioni alle cure necessarie alle persone transidentitarie, senza classificarle come malate, ne' mentali ne' di altro tipo, compresa la definizione “disturbo di identita' di genere”. Infatti i trans non sono per niente malati: le loro sofferenze sono esclusivamente conseguenza della transfobia dello Stato francese e della societa' transfobica che questo crea e gli impone.
 
- La fine del “percorso” e del “protocollo” che lo Stato francese impone ai trans, in totale illegalita', dato che non abbiamo bisogno del parere di sedicenti “esperti” per sapere chi siamo: gli esperti in transidentita' siamo noi stessi, che viviamo questa condizione 24 ore su 24.
 
- In particolare la fine immediata di tutti I maltrattamenti “medici” che lo Stato francese impone arbitrariamente ai trans: obbligo di sterilizzazione prima di qualsiasi accesso ai propri diritti civili e di uguaglianza, trattamenti medicalmente distruttivi, “competenze” sotto forma di vere violazioni, lavaggi del cervello...
 
- Che lo Stato francese paghi i danni: secondo il principio che tutti i danni devono essere pagati da chi li causa, lo Stato francese deve ripagare i danni ai trans per tutto cio' che ha fatto loro subire, a livello di Diritti Umani, ormai da decenni. Subordinare questo rimborso ad una qualsiasi condizione, in particolare ad una classificazione dei trans come “malati” o persone “disturbate”, a qualsiasi titolo venga fatto, e' inaccettabile.
 
- I diritti civili e sociali uguali, pieni e completi per tutte le persone transidentitarie (diritto al lavoro, diritto alla salute, diritti familiari e parentali, diritto di voto senza fitro secondo l'apparenza della persona...)
 
- L'abolizione della prima cifra del numero di Previdenza Sociale che stigmatizza i trans e li esclude di fatto dal mercato del Lavoro.
 
- L'abolizione di qualsiasi menzione del sesso e del genere su tutti i documenti di identita', per la stessa ragione.
 
- Il cambio di stato civile (compreso l'atto di nascita della persona) dietro presentazione di semplice domanda.
 
- Una vera politica di educazione pubblica contro la transfobia e l'omofobia da parte dello Stato francese, assieme ai gruppi autogestiti di persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transidentitarie, intersessuate). Iniziando, ben inteso, dall'istruzione all'interno dello Stato francese stesso.
 
- Una vera politica di sanita' pubblica per le persone LGBTI, in particolare, ma non solo, nell'ambito delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Cio' deve includere la possibilita' di donare sangue, cosa che a tutt'oggi ci e' ancora preclusa.
 
- La fine immediata delle violazioni, da parte dello Stato francese, della Carta Europea dei Diritti Umani, nello specifico a fronte delle persone transidentitarie, cosi' come richiesro dal Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa [4]
 
Tutto cio' vi sembra tanto? Ebbene non e' che lo stretto necessario per vivere una vita degna di questo nome. Noi siamo partiti. Lo e' anche lo Stato francese?
 
Non negozieremo alcuna di queste rivendicazioni minimali.
E continueremo a osservare da molto vicino tutto cio' che lo Stato francese e i suoi servizi faranno per o contro le persone transidentitarie, perche' crediamo nelle promesse solo quando esse si realizzano. E quando ci prendono sul serio.
 
 
Support Transgenre Strasbourg, 13 febbraio 2010
tel: 06 12 32 47 64 (après 18 h)
e-mail: sts67@sts67.org - web: www.sts67.org
 
 
Note [i documenti sono in francese]:
 
[1] vedere
http://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000021801916
(decreto originale consultabile su http://www.journal-officiel.gouv.fr/ alla data del 10 febbraio 2010)
 
[2] vedere
http://www.sante-sports.gouv.fr/declassification-de-la-transsexualite-de-la-categorie-affection-de-longue-duree-ald-23-affections-psychiatriques-de-longue-duree.html
 
[3] vedere
http://www.has-sante.fr/portail/jcms/c_766400/projet-de-rapport-sur-la-prise-en-charge-du-transsexualisme-la-has-ouvre-une-consultation-publique
e leggere la nostra analisi e risposta qui: http://pccsxb.net/dl/sts/text/2009-05-11_cp_rapport_HAS.txt
 
[4] vedere http://www.coe.int/t/commissioner/Viewpoints/090105_fr.asp