Resoconto del meeting TGEU di Vienna, 11-2005

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Introduzione

Nei giorni 3,4,5 e 6 Novembre 2005 si e’ tenuto a Vienna, Austria, il 1° Convegno Europeo Transgender.

Tale convegno e’ stato organizzato dall’associazione viennese "Trans-X", che ha scelto questa iniziativa per festeggiare il proprio decimo anniversario.

Scopo

Il fine dell’iniziativa, a parte la scusa "anagrafica", e’ stato quello di mettere a confronto le situazioni socio-medico-legali delle comunita’ transgender in varie parti d’Europa, e le diverse istanze che ne scaturiscono a livello locale.

Cio’, oltre a portare ad una conoscenza reciproca migliore, avrebbe dovuto consentire di evidenziare gli aspetti comuni delle esigenze, che quindi potessero essere "prese in carico" a livello internazionale, per portare, con una base richiedente piu’ forte e diffusa, tali richieste a livello di Comunita’ Europea, e non di singoli Stati

Modalita’

Per raggiungere tale scopo, il comitato organizzatore del meeting ha messo in atto il seguente meccanismo:

  • Raccolta, attraverso internet, di una serie di richieste da portare a livello europeo (preliminarmente rispetto al meeting)
  • Introduzione alla questione "legale" transgender nella Comunita’ Europea
  • Primo confronto a livello sociale e legale
  • Brevi interventi sulla politica transgender in alcuni Stati della Comunita’ (attuali e futuri), e presentazione del lavoro politico di alcuni gruppi
  • Introduzione alle strategie del movimento e formulazione di nuove aree di intervento
  • Suddivisione in gruppi di lavoro (10-15 persone ognuno), ciascuno per una delle diverse aree tematiche in cui le richieste giunte tramite internet erano state suddivise, al fine di elaborare le stesse ed enunciarle in modo organico
  • Votazione, da parte di tutti i membri, delle suddette richieste
  • Presentazione dei risultati del voto, per identificare le esigenze piu’ "pressanti" da scalare a livello europeo
  • Costituzione delle basi per un movimento organizzato transnazionale (consiglio direttivo, commissioni di lavoro ecc)
  • Presentazione dei risultati del Convegno ai media austriaci e alle autorita’ del Comune di Vienna

Partecipazione

Il convegno ha visto la partecipazione di 109 membri registrati, in rappresentanza di 57 associazioni o gruppi di 21 Paesi diversi.

Un numero notevole, che gia’ di per se’ evidenzia quanto venga sentita l’esigenza di "fare un passo in piu’" verso la completa cittadinanza delle persone transgender

Ma e’ tanto piu’ notevole se si pensa che tale numero puo’ essere stato limitato dal fatto che la lingua ufficiale del meeting era l’inglese, senza la possibilita’ di una traduzione simultanea.

Ovvia la predominanza di presenza austriaca e tedesca (29 e 19 persone rispettivamente), facilitate dagli aspetti logistici della vicinanza e della comunanza linguistica, e la folta presenza britannica (9 persone) grazie alla scelta dell’inglese come lingua ufficiale.

Colpisce pero’ la buona partecipazione del nostro Paese (9 persone, in rappresentanza di CGIL Nuovi Diritti (1), Crisalide-AzioneTrans (1), GruppoLuna (5), M.I.T. (1), TransEuropean (1)), ma soprattutto di alcuni Stati molto lontani dalla nostra realta’, sia geograficamente che culturalmente: Islanda, Russia, Turchia, per esempio.

Svolgimento

La successione dei vari interventi ha permesso di evidenziare come le differenze legislative a livello comunitario (estendendo questo termine anche ai futuri nuovi membri della comunita’), comporti una serie di limitazioni dei diritti personali degli individui transgender non solo nell’ambito della propria nazione d’appartenenza, ma anche rispetto allo spostamento nell’ambito dell’ "area Schengen" (p.es: possibilita’ di contrarre matrimonio, non consentita in alcuni stati….).

E’ altresi’ emerso come tra i Paesi dell’area piu’ socialmente avanzata e quelli dell’Europa dell’Est o i futuri membri, ci sia un forte "divario" in termini di tipologia di diritti negati e quindi di bisogni primari della comunita’ transgender: per esempio il tema dell’autodeterminazione, e il superamento della logica binaria dei generi appartengono principalmente ai Paesi socialmente avanzati, mentre per gli altri e’ una necessita’ ancora molto al di la’ da venire, in quanto sono piu’ urgenti le esigenze antidiscriminatorie e anti-transfobiche. Da quanto e’ emerso analizzando le domande presentate dai vari gruppi nella fase preliminare, l’Italia, in quest’ottica, si colloca in una posizione intermedia.

Un altro punto molto partecipato e’ stato il dibattito attorno alla collaborazione e condivisione di temi e lotte col movimento gay e lesbico (ILGA in particolare).

Da una parte ne veniva sottolineata l’importanza, soprattutto dalle realta’ piu’ piccole o meno organizzate (p.es: Islanda, o Russia), come irrinunciabile "unione di forze"; dall’altra si notava come troppo spesso il movimento gay e lesbico "accolga a bordo" la comunita’ transgender come posizione politically correct e per dare di se’ un’immagine maggiormente rappresentativa, ma poi di fatto fagociti la specificita’ di tale mondo, di fatto relegandolo ad un sottocaso dell’omosessualita’ (ed in tal modo perpetrando la confusione nell’immaginario collettivo tra transgenderismo e omosessualita’) e solo raramente portando avanti istanze "puramente" transgender.

Particolarmente attento e’ stato inoltre il coinvolgimento dell’istituzione comunale viennese: a parte l’aver ospitato il meeting nei notevoli locali della Rathaus (Municipio), si e’ distinta attraverso un intervento accalorato di Sonja Wehsely, quarta carica del Comune di Vienna, Consigliere Esecutiva per l’Integrazione e la Questione Femminile, che ha fortemente condiviso gli scopi del Convegno ed ha altrettanto fortemente attaccato le posizioni piu’ restrittive del proprio governo nazionale.

Molto importante e significativa e’ stata inoltre la presenza attenta, a tutti i 3 giorni del convegno, del responsabile del servizio contro le discriminazioni sessuali, Wolfgang Wilhelm, che ha anche attivamente partecipato al gruppo di lavoro "Transition in Job", essendo quotidianamente interessato al tema.

Per quanto riguarda i gruppi di lavoro, essi hanno operato rispettivamente nelle seguenti aree:

  • Accettazione: formare l’opinione pubblica al fine di promuovere l’accettazione della diversita’ di genere nella societa’
  • Anti-discriminazione: leggi e normative contro le discriminazioni basate sulla condizione di transgender
  • Stato civile: riconoscimento legale e indicazione del sesso appropriata negli atti pubblici
  • Trattamento medico: finanziamento del trattamento medico da parte del sistema sanitario pubblico
  • Diritto al nome: libera scelta del proprio nome
  • Transizione e lavoro: esperienze e giurisdizione sull’interazione tra transgenderismo e mondo del lavoro
  • Autodeterminazione durante il percorso di transizione
  • Diritto d’asilo
  • Transgender e gioventu’
  • Transgender e arte

cercando di riformulare le proposte pervenute tramite internet, eliminando le eventuali contraddizioni e rendendo organiche le richieste, poi presentate dal portavoce di ogni gruppo di lavoro.

Infine sono state gettate le basi per garantire il futuro a questa esperienza, e per darle una organizzazione che le permetta di essere interlocutrice a livello europeo sui temi trattati.

Risultati

Lo scopo primario del convegno e’ stato , come precedentemente ricordato, quello di mettere a confronto le diverse istanze, di integrarle in modo organico e di valutare, attraverso una votazione, quali di esse fossero particolarmente rilevanti a livello transnazionale.

I risultati di quest’opera di rielaborazione sono presentati in modo dettagliato nel sito di TGEU, mediando i risultati sia su base individuale che dei gruppi rappresentati, e pesando o meno la valutazione sulla base della popolazione delle Nazioni di provenienza.

In sintesi, indipendentemente dalla modalita’ di valutazione, e’ emerso che le richieste supportate da piu’ del 90% della base votante, e quindi particolarmente importanti da portare avanti a livello di Comunita’ Europea, sono le seguenti:

Titolo

Descrizione

Gruppo di lavoro

Valut. media

Cambio dei documenti inerenti la professione ed il percorso scolastico

Chiediamo la possibilita’ di cambiare tutti i documenti che riguardano la storia formativa e lavorativa di un individuo, con i nuovi nome e genere di appartenenza. Chiediamo inoltre una forma di protezione durante il periodo di transizione per gli studenti.

Transizione e lavoro

98%

Liberta’ di scelta del nome

Ogni persona deve avere il diritto di modificare il proprio nome con un altro di qualsiasi genere, sotto la sua sola responsabilita’, senza riguardo al suo sesso, genere o ruolo di genere.

Diritto al nome

94%

Liberta’ di scelta dei professionisti medici all’interno della Comunita’ Europea

I cittadini della Comunita’ Europea devono poter scegliere qualsivoglia psicologo/psichiatra, medico, chirurgo o equipe – siano essi privati o pubblici – in qualunque Paese della Comunita’, in linea con principio di libera circolazione di beni e servizi all’interno dell’Unione.

Trattamento medico

94%

Migliorare i fondi per i trattamenti medici

Devono essere allocati fondi per ogni sessione chirurgica, medica, psicoterapica necessaria all’individuo che viva nel ruolo di genere desiderato, sia questo maschile, femminile, neutro o intermedio. Fondamentalmente, deve essere finanziato tutto cio’ che serve affinche’ l’individuo possa gestire la propria disforia di genere, indipendentemente dall’alterazione o meno del proprio corpo. Attualmente per le persone che non si identificano al 100% come transessuali e’ particolarmente difficile accedere a qualunque forma di trattamento, di terapia ormonale o di interventi chirurgici.

Trattamento medico

93%

Anti-discriminazione per tutte le persone transgender

Le leggi e le normative anti-discriminatorie devono applicarsi alle persone transgender indipendentemente dal fatto che il cambio legale dei documenti abbia avuto luogo.

AntiDiscriminazione

92%

Protezione nei crimini basati sull’odio

La protezione contro i crimini d’odio deve includere le persone transgender.

AntiDiscriminazione

92%

Tali risultati sono stati inoltre presentati anche ai media austriaci durante una ripresa televisiva

 

 

A questo punto, le persone interessate (23, di cui 3 italiane) si sono auto-candidate come membri del consiglio direttivo (per il momento definito "steering committe"), e si sono riunite per darsi un minimo di organizzazione iniziale: questa prevede una suddivisione in diverse commissioni:

  • Organizzazione, che si occupera’ appunto dell’organizzazione in dettaglio dell’associazione, del fund raising, delle modalita’ di interazione con gli interlocutori istituzionali ecc.
  • Contenuti, che coordinera’ le attivita’ dei gruppi di lavoro tematici e riportera’ lo status al comitato nel suo complesso
  • Meetings, che avra’ l’onere di gestire l’organizzazione degli incontri futuri (a proposito dei quali ci sono gia’ alcune proposte da parte di Danimarca e Belgio)

 

Eventi collaterali

Al fine di favorire la conoscenza reciproca e la socializzazione, il meeting di Vienna non e’ stato solo connotato da convegno, relazioni, gruppi di lavoro e discussione, ma anche da momenti informali e ludici.

La prima sera si e’ entrati in contatto con organizzatori e altri partecipanti al Cafe’ Willendorf della Rosa-Lila Villa, la impressionante "Lesben und SchwulenHaus" (Casa dei Gay e delle Lesbiche), decisamente diversa dai nostri standard, almeno in termini di visibilita’!!

Alla fine della seconda giornata ci si e’ trovati a cena nella Heuriger Nikisch, una taverna tradizionale nel sobborgo viennese di Sievering, dove si e’ avuto modo di approfondire la conoscenza con i gruppi e le persone con cui si condividevano piu’ interessi o anche curiosita’ reciproche, nonche’ di assaggiare il vino novello viennese ("Heuriger") o annegare nella birra, come ha fatto Rosanna!

Infine la terza sera si e’ festeggiato ufficialmente il 10° compleanno di Trans-X, con un party svoltosi nella Aids-Hilfe Haus, e con la partecipazione di una cantante trans (Lucy McEvil) e di un gruppo di drag king di Berlino (Kingz of Berlin)

 

 

 

 

 

Contributo del GruppoLuna

Il GruppoLuna, aveva partecipato gia’ nella fase preliminare attraverso la formulazione di tre temi da portare al livello europeo:

  • 1-Possibilita’ di cambiare i documenti di identita’ senza la necessita’ di interventi chirurgici demolitivi, cosa particolarmente importante quando, grazie alla terapia ormonale, cominciano a manifestarsi modificazioni dell’aspetto fisico.
  • 2-Avere una legge anti-discriminazioni specifica a livello europeo.
  • 3-Disponibilita’ della terapia ormonale attraverso il sistema sanitario nazionale. Dovendo assumere ormoni per il resto della nostra vita, e’ necessario che si venga inclusi nelle categorie per cui gli ormoni siano considerati medicinali salva-vita.

Al convegno il GruppoLuna ha avuto 5 presenze (Alex, Christian, Gigia, Massimo e Rosanna), che hanno presentato le attivita’ del gruppo stesso, sia come interventi orali sia attraverso alcuni poster.

In entrambe le modalita’ e’ stato sottolineato il carattere principalmente "locale" della nostra attivita’, come parte del Circolo GLBT Maurice e in collaborazione con altre realta’ della nostra area geografica, nonche’ con le istituzioni locali, e la partecipazione al Pride nazionale 2006, di cui e’ stato presentato il programma preliminare.

A titolo esemplificativo della collaborazione del GruppoLuna e del Circolo Maurice nel suo complesso, con gli ambiti istituzionali, sono stati presentati i lavori realizzati dagli studenti delle scuole superiori coinvolte nel progetto "manifesti contro la discriminazione"; i flyer relativi hanno riscosso molto interesse, e sono stati praticamente tutti "requisiti" dagli altri partecipanti al convegno.

Nella fase piu’ prettamente operativa, i nostri soci hanno partecipato ai gruppi di lavoro "Trattamento Medico" (Alex, Massimo, Christian), "Diritto d’asilo" (Gigia) e "Transizione e Lavoro" (Rosanna, nominata portavoce), contribuendo alla definizione finale delle istanze poi presentate e votate in seduta plenaria.

Inoltre Rosanna e’ stata nominata nello steering committee, nel gruppo "Contenuti"

Meno "istituzionale", ma non meno importante, e’ stata la rete di contatti intessuta a livello europeo con numerose associazioni e singole persone da tutta Europa

Conclusioni

Prima di questo evento il confronto della situazione delle comunita’ transgender a livello internazionale era non strutturata, limitandosi a scambi informativi tra singoli, al piu’ a qualche sessione satellite all’interno dei convegni dell’Harry Benjamin International Gender Disphoria Association (HBIGDA, vedi Gent 2003 e Bologna 2005)

Il I Convegno TGEU e’ stato pertanto l’occasione per fare il punto in modo organico sui diversi panorami transgender in ambito europeo, a livello medico, sociale, culturale, legislativo, dal punto di vista dei diretti interessati, e soprattutto per gettare le fondamenta di un movimento che, pur nelle sue specificita’, si presenti in modo unitario davanti all’interlocutore rappresentato dalle istituzioni comunitarie.

Parallelamente e’ diventata l’opportunita’ per osservare una collaborazione con le istituzioni locali (nella fattispecie quelle viennesi), assolutamente costruttiva ed entusiasta, nonche’ per immergersi in un tessuto culturale e sociale (almeno quello cittadino) per noi abbastanza insolito, probabilmente meno legato alla logica binaria del genere, e come tale piu’ transgender-friendly.

A questo proposito e’ particolarmente interessante questo commento di Alessia Bellucci, di CrisalideAzioneTrans Marche:

Un grazie a tutto il team di TransX (Eva, Jo, Maria, Chris, Gina …..) per l’impegno enorme profuso, per l’ospitalita’, per aver saputo mantenere efficientemente il convegno all’interno degli scopi prefissati, e per l’infrastruttura informatica di supporto